Mutuo a tasso negativo: cos’è e come funziona il mutuo senza interessi

Informazioni e considerazioni sul mutuo a tasso negativo

Sembra una di quelle storie a lieto fine che vediamo nei film, facendoci pensare sistematicamente “tanto nella realtà, non succede mai”. Invece, ogni tanto, anche le cose più impensabili accadono: il mutuo a tasso negativo è proprio una di queste.  È la rivelazione degli ultimi tempi nel campo dei prestiti, che coinvolge il mercato immobiliare, le banche e indubbiamente i mutuatari, sembrando quasi irragionevolmente favorevole a tutti.

Ad aprire le porte a questo nuovo universo dei mutui a tasso negativo è stata la Jyske Bank, terzo istituto bancario nell’ordine d’importanza in Danimarca. Sembrerebbe che questa banca proponga mutui con durata equivalente a 10 anni e con un tasso di interesse pari allo -0.5 %. Tradotto, significa che invece di pagare interessi, il mutuatario viene pagato dalla banca. Qualcosa di surreale, che il responsabile mutui della Jyske Bank, Mikkel Høegh, ha commentato così al Copenaghen Post: 

È un altro capitolo della storia dei mutui. Qualche mese fa avremmo detto che ciò non sarebbe stato possibile e questo apre una nuova opportunità per i proprietari di case”.

Questa rivoluzione ha influenzato molto il mercato finanziario del Paese, tanto che anche la Nordea Bank sta puntando a mutui di 30 anni a tasso negativo e mutui a tasso fisso di 20 anni con zero interessi.

Sul modello danese, altri Stati stanno cercando di risollevare il mercato finanziario invertendo la rotta con il negative interest rate: la Svizzera, che vede nel mutuo a tasso negativo un incentivo per la richiesta di credito, e a seguire la Germania, con la banca centrale Bundesbank. E in Italia? Scopriamolo insieme!

Mutuo a tasso negativo: cosa significa?

La notizia che ci arriva dal nord Europa sembrerebbe confermare quanto anticipato: il mutuo a tasso negativo è un finanziamento dove il mutuatario non paga gli interessi, ma al contrario è la banca a rimborsarli al cliente. Il che è piuttosto rivoluzionario, considerando che in media ogni mutuatario paga cinque, dieci, venti mila euro di interessi sul mutuo. Questi “mutui negative interest rate” hanno la particolarità di avere un interesse pari o al di sotto dello zero, e per questa ragione sembrerebbero incentivare la richiesta di finanziamento e la compravendita immobiliare in Danimarca.

Ma se è davvero così, cosa ci guadagnano le banche? Apparentemente nulla, anche se ovviamente qualche tornaconto c’è e per poterlo analizzare è necessario osservare diversi fattori che giustificano questa mossa finanziaria. Come spiegano alcuni esperti, anche la guerra commerciale tra Usa e Cina che destabilizza i mercati internazionali influisce su questo tipo di scelte; così, come il calo economico causato dalla Brexit in Europa. Insomma, ci sono tante micro e macro cause che si nascondo dietro questa “inversione”, che come è evidente è dipesa soprattutto dalla paura del crollo della borsa e il blocco degli investitori.

Ecco allora la strategia messa in atto dalla Jyske Bank: prestare soldi con tassi negativi ammettendo una perdita minima, piuttosto che rischiare un danno maggiore con tassi alle stelle, inadempienze e calo delle richieste. Dunque, tutta la questione del mutuo a tasso negativo si tratta di un semplice calcolo di rischio, in cui la banca preferisce preventivare una minima quota “a fondo perduto”, prestabilita e che incentiva la gente a richiedere e pagare il debito, invece di andare perdere ulteriori fondi, investimenti, mancati rimborsi e calo drastico della richiesta al credito. Questo è in fondo un principio economico già ben noto alle nostre orecchie: meglio abbassare i costi e continuare a fatturare, limitando le perdite a piccole quantità, anziché mantenere i costi alti, ed avere dei valori di perdita in media due volte superiori al primo scenario descritto.

Caratteristiche del mutuo a tasso negativo

Ci pare allora evidente che il vantaggio del mutuo a tasso negativo coinvolge ambedue le parti, quella del debitore e quella del creditore. Infatti, se da un lato il mutuo negativo regala un incentivo economico in più al mutuatario, dall’altro lato le banche possono arginare le perdite dovute alla crisi e continuare a guadagnare. In altre parole, il mutuo negativo, basato su un rischio calcolato ad hoc, è un investimento anche per le banche. Almeno, questo è quello che si prospetta.

La prima caratteristica che balza agli occhi del mutuatario è che un mutuo con tasso negativo viene erogato con una facilità disarmante. Infatti, aderendo al 100% sulla strategia sopra descritta, l’obiettivo è quello di invogliare ad acquistare immobili facilitando l’accesso al credito. Come è possibile che la banca rischi così tanto? Ad esempio, la Jyske Bank si protegge con la “clausola floor”, soglia sotto cui il tasso negativo non può scendere, e con obbligazioni vincolanti sulle ipoteche.  Dunque, riassumendo: la banca ti offre dei soldi auto-investendo su se stessa, ma ti fa firmare comunque una clausola vincolante per proteggersi. Ma allora conviene davvero questo mutuo?  Proviamo a fare un po’ di chiarezza, trasformando le parole in numeri: nella tabella trovate il confronto attuale tra Italia e Danimarca.

ITALIA DANIMARCA
Importo complessivo 

del mutuo

100.000,00 € 100.000,00 €
Taeg o tasso d’interesse (1,7%) (-0,5%)
Durata del prestito 10 anni 10 anni
Importo in € del 

tasso di interesse

17.000 € -5.000,0 €
Importo di restituzione totale del mutuo 117.000,00 € 95.000,00 €
Importo guadagnato

dal cliente

0,00 € 5.000,00 €

Mutuo negativo: vantaggi e rischi

Abbiamo visto che un mutuo a tasso negativo potrebbe far rientrare ad un italiano, che paga l’1,7% di interessi sul mutuo, lo 0,5%. Il che, riferendoci alla tabella precedente, significa guadagnare cinque mila euro. Ma è tutto così liscio come l’olio? Abbiamo provato a stilare un elenco di pro e contro sul mutuo negativo del modello danese.

 I VANTAGGI

  • Restituire il prestito senza interessi.
    Come abbiamo già citato in precedenza, primo tra tutti i benefici c’è la possibilità di restituire l’importo del finanziamento senza alcun tasso di interesse, limitandoci semplicemente a saldare il nostro debito con la banca.
  • Guadagnare restituendo meno dell’importo del finanziamento.
    Per noi, abituati raramente ad un tasso azzerato, quest’offerta appare già vantaggiosa soffermandoci sullo zero. Se, per di più, l’interesse cala sotto lo zero, significa letteralmente trasformare gli interessi in piccoli guadagni.
  • Settore immobiliare e clienti entrambi soddisfatti.
    Il meccanismo sembra mettere d’accordo sia domanda che offerta. Infatti, anche il mercato immobiliare sta traendo beneficio da questo prestito, al pari dei mutuatari, ragione per la quale il settore ha visto un notevole incremento delle vendite e del fatturato.

 I RISCHI

  • Obbligazioni correlate all’ipoteca.
    Abbiamo detto che la banca danese impone delle obbligazioni sull’ipoteca per tutelarsi, e che il rischio d’insolvenza passa nelle mani degli obbligazionisti. Resta da chiarire, all’interno del sistema finanziario danese, quali vincoli ci sono nel contratto legati all’ipoteca e quali sono le responsabilità per il mutuatario con questo tipo di mutuo, qualora non pagasse il debito.
  • Rincaro dello spread da parte della banca.
    Nel mutuo negativo, è lo spread ad essere abbassato arbitrariamente. Dunque, a meno che non vi sia una clausola specifica nel contratto, può anche darsi che nel tempo questo spread risalga. Per questo bisognerebbe leggere attentamente il contratto!
  • Sistema Cashback e la non certezza del vantaggio.
    Infine, un ulteriore rischio è dato dal sistema cashback (già esistente ed applicato in Italia), con la quale il tasso negativo non viene detratto ad ogni rimborso delle rate, ma restituito in base a quanto maturato e solamente al termine del piano di ammortamento prestabilito, ovvero quando l’intero finanziamento è stato estinto. Perciò, più che un rischio, si tratta dello svantaggio soggettivo nel vedersi tornare i soldi soltanto alla fine del mutuo.

Si può fare il mutuo a tasso negativo in Italia?

Adesso che abbiamo sognato un po’ sui mutui danesi, è il momento di sciogliere ogni dubbio sul mutuo negativo: non si può in Italia, a causa del “blocco giuridico” che nega alle banche di accreditare un debitore. Secondo l’art.1813 del Codice civile, infatti, un mutuatario che si impegna a restituire un prestito non può rimborsare meno di quanto gli sia stato finanziato, pena sanzioni legali.

Sebbene vi sia questa normativa in atto, c’è da dire che UniCredit ha cercato di avvicinarsi comunque a questo modello. Un anno fa, infatti, il CEO Jean Pierre Mustier aveva espresso la volontà di applicare tassi negativi, ma soltanto nel settore degli investimenti inerenti ai depositi bancari dei clienti che superano i 100 mila euro. In seguito, tuttavia, ha ritrattato questi termini di applicazione, consentendolo solamente a conti bancari di oltre 1 milione di euro. 


Termina qui il nostro approfondimento dedicato al mutuo a tasso negativo, il mutuo che sta rivoluzionando l’offerta di credito in Danimarca e che sembrerebbe stia influenzando diversi scenari europei. Il mutuo negativo rappresenterebbe una bella svolta sia per le banche, che per le tasche dei mutuatari. Infatti, rimborsando una piccola percentuale del rimborso, le banche possono tornare a vivere una stagione di alte richieste di mutuo, contrastando quella tendenza negativa che sta facendo crollare le borse internazionali. Sebbene oggi nessuna banca italiana abbia ufficialmente introdotto un mutuo negativo, nulla vieta che possa accadere in futuro. E questo è quello che ci auguriamo tutti.

In attesa di ulteriori sviluppi, noi di Simulatori Mutuo salutiamo qui i nostri lettori, restando sempre a disposizione per qualsiasi dubbio o necessità. Potete scriverci al nostro canale, oppure lasciare una vostra opinione personale sul mutuo a tasso negativo con un commento sotto l’articolo. A presto!

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