Rinegoziazione mutuo Intesa San Paolo: rata, tassi e durata

Guida alla rinegoziazione del mutuo per i clienti Intesa San Paolo

Se c’è una cosa che quest’ultimo ventennio ha insegnato è che oggi la società è in continuo cambiamento. Il mercato dei finanziamenti è un riflesso tangibile di questo flusso e che va a toccare quella sfera materiale che lega i cittadini alla grande macchina del credito.
Cambiamento è anche però sinonimo di incertezza, laddove quella sfera materiale non costituisce solo il carburante del sistema, ma più direttamente le tasche dei singoli individui. Come affrontare al meglio un momento di transizione economica e sociale, se sulle spalle grava un mutuo da estinguere? Le risposte potrebbero essere innumerevoli, ma per restare sul pragmatico si potrebbe cominciare col rispondere così: la rinegoziazione del mutuo.
Intesa San Paolo è una delle tante realtà bancarie che si occupano di rinegoziare il mutuo ai propri clienti, offrendo loro una valida opportunità per aderire al cambiamento che, spesso e volentieri, è dovuto a delle difficoltà nel rimborsare il mutuo. In questo articolo dedichiamo un intero approfondimento alla rinegoziazione mutuo Intesa SanPaolo, cercando di capire come e cosa si può cambiare con questo strumento, e, più in generale, cercando di offrire tutte le risposte necessarie a chi, volente o nolente, è chiamato al cambiamento.

Come funziona la rinegoziazione?

La rinegoziazione è la ridiscussione delle condizioni di un mutuo già acceso. Se un cliente ha firmato tempo fa un contratto con Intesa SanPaolo, potrebbe andarlo a modificare, rivedendo quelle parti che un tempo erano vantaggiose, ma oggi non lo sono più. Rinegoziare il mutuo è un’opportunità che genera vantaggi ad ambo le parti: per la banca, che può evitare di perdere il cliente attratto da migliori condizioni promossi da altri istituti; e per il mutuatario, dove il vantaggio è certamente quello di abbassare il costo del mutuo, ossia, il tasso d’interesse. 

rinegoziazione mutuo intesa San PaoloNella società del continuo cambiamento è facile osservare come quei tassi che cinque o dieci anni fa apportavano vantaggi al debitore, oggi risultino non solo obsoleti, ma di scarsa competenza rispetto a tante altre offerte di mercato. Il suggerimento di una rinegoziazione nasce laddove il cliente vuole pagare meno tassi ma senza sostituire il mutuo. Infatti questo strumento non è da considerarsi una totale sostituzione del finanziamento o una surroga: rinegoziare significa rinnovare il contratto con la stessa banca. Significa, molto più semplicemente, ridurre il numero di rate o aumentarne la durata, e nel concreto, significa anche evitare la firma del notaio  – e quindi spese extra – per adeguarsi al cambiamento semplicemente sottoscrivendo una lettera tra debitore e creditore. Questo è un aspetto fondamentale della rinegoziazione mutuo: Intesa San Paolo, e come essa qualsiasi istituto del credito, deve garantire al cliente l’assenza di spese e al contempo la presenza di eventuali agevolazioni fiscali, laddove la richiesta venisse accettata.

Generalmente, a voler rinnovare il mutuo sono creditori in difficoltà con il pagamento delle rate oppure coloro che, sfruttando il vantaggio della simulazione mutuo online, riescono sempre ad intercettare in tempo reale le offerte del momento. La rinegoziazione è uno strumento che potrebbe rivoluzionare la qualità di vita da mutuatario. In fondo, non è male sentirsi alleggerire il carico sulle spalle del pagamento a fine mese. Ma quel che c’è da sapere è che è la banca non è obbligata rinegoziare. Per questa ragione, per farsi accettare la rinegoziazione, bisogna mettere la banca di fronte all’evidenza che stai pagando decisamente troppo. E l’unico modo, rapido e gratuito, è quello di avere tra le mani un foglio che metta nero su bianco quanto fanno pagare meno le altre banche. Se non hai ancora dato uno sguardo, confronta altre offerte gratuitamente e scarica QUI il preventivo da metterle sotto il naso.

In sostanza, se la conoscenza è il primo, vero, passo fondamentale per ritagliarsi un posto sicuro nel mondo delle incertezze economiche del presente, il secondo step potrebbe essere proprio la rinegoziazione del mutuo, ovvero l’opportunità di cambiamento della pesante routine rateale, senza il totale stravolgimento del rapporto bancario, e quindi, senza scomodare il portafoglio. Prima di andare a vedere nel dettaglio cosa si può rinegoziare nel mutuo Intesa SanPaolo, vogliamo esser sicuri di aver centrato le tue ragioni per voler modificare il contratto di mutuo. Ci scrivono in molti per conoscere il nostro punto di vista a riguardo, e sappiamo quanto il mutuo sia una cosa seria. Pertanto, lo diciamo anche a te: se vuoi un nostro parere, descrivici la tua situazione gratuitamente e capiamo insieme se e come rinegoziare il tuo mutuo. Risponderemo con piacere anche a te con una prima consulenza gratuita.

Cosa si può rinegoziare in un mutuo con Intesa San Paolo?

Abbiamo parlato della rinegoziazione come un rinnovamento del contratto di mutuo, pertanto è inevitabile andare a sviscerare le componenti che vanno a condizionare il finanziamento: tasso d’interesse, durata e capitale residuo. Quelle che seguono sono le variabili da conoscere per elaborare possibili “modifiche” da proporre all’istituto bancario, come vedremo in seguito.

Tasso variabile e fisso

Cambiare il tasso d’interesse può incidere direttamente sulla rata a fine mese, in due modi differenti. Il tasso variabile è una scommessa sul valore in borsa dell’Euribor: il suo andamento, come suggerisce il nome stesso del tasso, è oscillatorio e determina per tanto una rata a fine mese incostante, che può essere più alta o più bassa del previsto. Questo significa due cose: la prima è che il tasso variabile conviene quando l’Euribor è negativo in borsa perché abbassa la rata mensile. La seconda, è che questo tipo di tasso è indicato per i mutuatari più dinamici, disposti sia a pagare rate sempre diverse, sia ad osservare dinamiche di mercato. Cosa quantifica la rata del tasso variabile? oltre all’Euribor, c’è lo Spread “fisso” imposto dalla banca. Lo contrassegniamo con il virgolettato per ricordare che il suo valore è costantemente soggiogato, in realtà, in quanto gli istituti tendono ad innalzarlo quando, appunto, l’inflazione si abbassa. Questo perché, non appena l’inflazione tornerà positiva, lo Spread potrà mantenersi “leggermente innalzato” nel futuro.  L’invito è qui quello di chiedere se esiste o meno la possibilità di tasso variabile con cap, che impone un limite massimo di tassazione alla banca. Insomma, il tasso variabile può portare molti vantaggi, ma richiede tanta consapevolezza. Pertanto, prima di compiere un passo del genere, è consigliabile documentarsi adeguatamente oppure affidarsi alla consulenza di un esperto finanziario (mi raccomando sul web: leggete di più su questa professione fatta di titoli riconosciuti e tanta empatia, evitando così ciarlatani di turno!).

Altra storia è invece il tasso fisso, di cui si dice sia più costoso rispetto al variabile. Il perché è spiegato dall’Eurirs, l’indice di borsa che, insieme alla percentuale di Spread imposta dalle banche, costituisce il valore fisso presente nella rata. Nel tasso fisso non importa l’inflazione: che ci sia un rialzo o un ribasso in borsa, la rata resta fissa per tutta la durata del rimborso, salvo eventuali modifiche contrattuali. Il tasso fisso conviene stipularlo quando è basso, così da mantenerlo tale anche quando la borsa si rialzerà; e, in generale, conviene quando il mutuatario desidera sapere con certezza il valore della rata mensile.

Durata

La necessità di aumentare la durata del mutuo è una delle ragioni che più spinge un cliente a rinegoziare il mutuo. Certo, allungare il piano di rimborso determina un innalzamento dei tassi d’interesse, ma molto spesso è proprio quel lasso di tempo in più che, seppur pagato con gli interessi, consente a mutuatari in difficoltà di ridurre il costo che grava a fine mese; e quindi, di salvare il mutuo garantendo una restituzione mensile più leggera.

Al contrario, si potrebbe pensare ad un pagamento mensile più consistente per risparmiare: difatti pagare rate più alte, riducendo durata e numero di rate, potrebbe determinare un risparmio sul tasso fisso che scende in relazione al tempo minorato.

Capitale restante

Capitale restante, o quota capitale, è la somma erogata dalla banca a favore di un mutuatario, calcolato senza gli interessi aggiuntivi, ossia, la quota interessi. Si parla quindi di una condizione immutabile: dal momento che una persona percepisce un prestito è obbligato a restituirlo nell’integrità del suo valore, il più delle volte secondo il rimborso alla francese, che prevede pagamenti costanti e dello stesso importo. Cosa tenere a mente del capitale restante durante una rinegoziazione del mutuo: sostanzialmente, all’inizio del rimborso la quota interessi è più alta rispetto al capitale restante, che invece aumenta verso la fine del rimborso.

Intesa SanPaolo dà la possibilità ai clienti di discutere, con appuntamento in filiale, la variazione di condizioni contrattuali, offrendo una consultazione specifica per capire se conviene al cliente modificare tasso o durata del finanziamento. Il nostro consiglio è quello di giocare d’anticipo e arrivare preparati con in mano dei preventivi vantaggiosi. Infatti, se hai in mano scenari preventivati, sarà più semplice tenere testa al consulente ed ottenere una rinegoziazione dei tassi in linea con quelli presenti nel mercato. Metti alle strette la banca: scarica preventivi gratuiti DA QUI.

Si può rinegoziare il mutuo con Intesa San Paolo anche se si ha un’altra banca?

Se avete trovato interessanti offerte e simulazioni di mutuo con i tassi proposti da Intesa SanPaolo e vi state chiedendo se si può trasferire un mutuo già accesso presso il nuovo istituto, la risposta è . Si può. Tuttavia quest’operazione ha un nome specifico, e si chiama surroga.

Rinegoziazione e surrogazione non vanno confuse: mentre la prima avviene all’interno dello stesso istituto in cui si è acceso il mutuo ed è sostanzialmente gratuita, la seconda è una migrazione tra un istituto e l’altro e prevede un costo di iscrizione immobiliare e tassazione differenti. Per poter valutare una surroga, ovvero andando ad abbassare la vostra rata e il tasso d’interesse, passando a un’altra banca in modo del tutto gratuito, vi consigliamo di affidarvi a siti con comparatori professionali, dove inserendo le informazioni richieste si possono ottenere subito dei preventivi validi per una surroga. Dunque, vuoi sapere se conviene surrogare in Intesa SanPaolo? scarica qui il preventivo di surroga ISP gratuito e aggiornato ai tassi attuali.

Come procedere?

rinegoziazione mutuo Intesa SanPaoloIl procedimento per rinegoziare il mutuo consiste nell’inviare una raccomandata a/r alla banca, in cui si esprime la volontà di rinnovare il proprio contratto, proponendo un nuovo accordo. In seguito, è la banca che si occupa di ricontattare il cliente, e per dare il via alla rinegoziazione mutuo, Intesa SanPaolo suggerisce la prenotazione di un successivo incontro in filiale, per osservare la situazione finanziaria del cliente e confrontare con lui le diverse proposte di mercato. 

Riportiamo di seguito un esempio di lettera per la richiesta di rinegoziazione, ricordando che alla voce *modifica* corrisponde la condizione specifica che si vuole rinnovare. Ad esempio: rimodulazione di un tasso di interesse competente con le offerte di mercato, prolungamento o riduzione della durata, passaggio da fisso a variabile, ecc. Come si può vedere, si tratta di un’operazione semplice. E come suggerisce la lettera in sé, è proprio sulle “altre offerte di mercato” che si fa forza la richiesta. Prima di spedire la lettera, assicurati di avere l’arma giusta con cui mettere alle strette la banca: gli istituti si sentono in condizioni di accettare se il cliente gli mostra sotto il naso l’offerta giusta che dimostra nero su bianco quanti soldi sta perdendo con il loro mutuo. E se non hai niente tra le mani, scarica gratuitamente un preventivo con cui negoziare prima di presentarti in banca.

Lettera rinegoziazione mutuo

Mittente: *MUTUATARIO*
Destinatario: Spett.le *BANCA*
Oggetto: Richiesta per la rinegoziazione del mutuo *NR *,  stipulato in *DATA*.

Testo: “Io sottoscritto *NOME* con la presente lettera dichiaro di procedere alla rinegoziazione delle condizioni di contratto di mutuo intestato a *INTESTATARIO*.

Le condizioni ora applicate sul mutuo in oggetto sono eccessivamente svantaggiose rispetto a quelle ottenibili attualmente sul mercato. La situazione del mercato dei mutui oggi propone condizioni notevolmente migliori, facilmente reperibili presso numerosi altri Istituti di credito con cui sarebbe possibile procedere con una surroga passiva, senza neppure dover sostenere oneri e spese accessorie.

Con queste premesse, richiedo che queste condizioni possano essere modificate e che l’Istituto voglia accettare la seguente variazione: *MODIFICA*.

Rimango in attesa di un Vostro invito a rinegoziare le condizioni contrattuali vigenti che riterrò negato qualora non arrivi entro 20 giorni dalla data di ricezione della presente lettera.

Distinti saluti”

                                      Data e Firma

Prerequisiti e documentazione

Non servono grandi prerequisiti per rinegoziare il mutuo. Intesa sanPaolo richiede ai suoi clienti il solo contratto di mutuo, essenziale per conoscere le condizioni che vogliono essere modificate. Ma è importante conoscere bene il proprio contratto e rileggere con attenzione se sono presenti clausole specifiche sulla rinegoziazione del mutuo.


Eccoci al termine di questo approfondimento sulla rinegoziazione mutuo Intesa San Paolo, sperando di aver raccolto le informazioni necessarie per adeguarsi al quel “cambiamento” con cui abbiamo aperto la discussione di oggi, e sul quale saremmo ben felici di poter continuare a discutere, anche con un semplice commento sotto l’articolo. Le regole che dettano un cambiamento sono diverse, stratificate e non sempre volontarie: di fronte a difficoltà individuali o a delle reali strategie improntate al risparmio, la rinegoziazione del mutuo è uno strumento che merita di essere approfondito: perché gratuito, e perché potrebbe ammodernare il proprio contratto di mutuo rendendolo più vantaggioso.

Se vuoi cambiare qualcosa nel tuo mutuo, ma non riesci a capire cosa cambiare per renderlo vantaggioso, puoi sempre chiedere info per una consulenza, che potrebbe aprire una marea di opportunità che ci sono, ma restano invisibili. Analisi, strategia, convenienza: queste sono le garanzie di chi ha competenza. E se ne siete alla ricerca, noi di simulatorimutuo siamo felici di supportarvi con una consulenza sicura e qualificata. Un consulente – fuori da interessi bancari – sa dirvi francamente se conviene rinegoziare una condizione piuttosto che un’altra ma rimanere nella stessa banca, oppure se conviene valutare una surroga altrove.

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