Imposta di registro seconda casa: a quanto ammonta e cos’è?

Tasse e costi per l’acquisto della seconda casa

Che lo si faccia per i familiari o per un bisogno personale, l’acquisto di un immobile oltre alla propria residenza è pur sempre un investimento. E se stai pensando di fare questo investimento, oggi parleremo dell’imposta di registro seconda casa.

Già, perché oltre ad immaginare dove e come, è necessario mettere in preventivo anche quanto costa. L’acquisto di una seconda casa, infatti, può essere la futura abitazione dei propri figli; una grande spesa oggi, dunque, ma ancor di più una solidità per il domani di una generazione penalizzata sotto questo punto di vista. Ma non solo per questo. Anche semplicemente l’idea di rilassarsi nella propria casa in campagna o sul mare, o perché no in montagna, può e deve essere il giusto input per dirsi che è arrivato il momento di acquistare un altro immobile.

Ovviamente, non senza prima sedersi a fare due conti. Ragionare sulle spese per l’acquisto di un secondo immobile, infatti, non significa smettere di fantasticare, ma semmai trasformare la fantasticheria in realtà organizzando da subito le tasse sulla seconda casa. Pertanto, andiamo a scoprire quanto ci costa questa seconda casa a partire dall’imposta di registro.

Imposta di registro seconda casa: cos’è?

L’imposta di registro è una tassa indiretta per la registrazione di un atto che ottiene così garanzia giuridica. Regolamentata dal Dpr n. 131/1986 (Testo unico dell’imposta di registro), essa è funzionale a due scopi: provvedere ad un’entrata fiscale e remunerare lo Stato per il servizio di tracciamento e certezza legale.

Diversi sono i casi in cui è necessaria l’iscrizione di un atto, e tra queste rientra certo la compravendita immobiliare. Infatti, è obbligatorio di diritto inserire ogni bene immobiliare nel Registro Immobili dell’Agenzia delle Entrate, sia per chi acquista la prima abitazione, sia per chi si appresta a comperare un secondo immobile; in quest’ultimo caso, andando a versare un’imposta di registro seconda casa in percentuale al 9% o in misura fissa di 200 euro. 

Infatti, le tasse sulla casa sono determinate sostanzialmente da due fattori: il primo, lo abbiamo visto, dipende dal tipo di acquisto, ovvero se si acquista una prima o una seconda casa. Il secondo fattore riguarda, invece, se si compra da costruttore o da privato.
Questi due fattori definiscono quale calcolo matematico applicare sul prezzo o sul valore catastale dell’immobile, ovvero se in misura fissa oppure se in percentuale. Vediamo nel paragrafo che segue quanto costa l’imposta di registro a seconda dei diversi casi di seguito elencati.

Quanto costa l’imposta di registro sulla seconda casa

Come per la prima casa, anche l’imposta di registro sulla seconda casa non è uguale per tutti ma dipende dai fattori precedentemente illustrati. Pertanto, vediamo quanto costa l’imposta sulla seconda casa a seconda dei diversi casi, ricordando che per l’acquisto della seconda casa non ci sono agevolazioni come previste per la prima casa.

Si paga un’imposta proporzionale al 9% quando:

  • si acquista da impresa esente da Iva;
  • si acquista da privato;
  • l’acquisto avviene dopo 5 anni da ultimazione dei lavori di costruzione o ripristino.

    In casi come questi, in cui l’Iva è esente dall’acquisto, si può utilizzare il sistema “prezzo-valore” per definire il valore effettivo della tassa. In sostanza, invece di applicare la percentuale sul prezzo di vendita della casa, si applica la percentuale al suo valore catastale per risparmiare.
    Il valore catastale si ottiene moltiplicando la rendita catastale x 126 (ovvero il coefficiente di legge per la seconda casa). E nel caso risultasse un importo inferiore ai mille euro, l’imposta verrà comunque innalzata perché il valore catastale minimo è pari a 1000 euro.
     

Si paga un’imposta fissa di 200 euro (+Iva) quando:

  • si acquista da un’impresa soggetta ad Iva;
  • l’acquisto avviene entro 5 anni dalla costruzione.

Quando e come pagarla

Le imposte sulla casa si pagano durante la registrazione dell’atto di compravendita.
È dunque sulla scrivania di un notaio che si versano le tasse sulla seconda casa, che rientrano nelle cosiddette “spese notarili”, seppur non riguardano in alcun modo il compenso del professionista.
Tale figura è, infatti, d’obbligo durante la compravendita, ed è sempre il notaio che riscuote dall’acquirente l’imposta di registro sulla seconda casa, per poi versarla personalmente all’Erario.

Altre tasse e costi per l’acquisto della seconda casa…

Come abbiamo potuto vedere, l’imposta di registro è una tassa inclusa in un “pacchetto di tasse” che l’acquirente di un primo o secondo immobile è chiamato a versare alle casse dello Stato. Da ultimo, dunque, facciamo chiarezza su quali sono le spese per l’acquisto della seconda casa in toto.

TASSE SECONDA CASA

Se l’acquisto è esente da Iva, l’acquirente dovrà versare:

  • l’imposta di registro proporzionale del 9% (con un minimo di 1000 euro):
  • l’imposta ipotecaria fissa di 50 euro;
  • l’imposta catastale fissa di 50 euro.

Se l’acquisto è soggetto ad Iva:

  • l’Iva al 10% (22% se abitazione di lusso);
  • l’imposta di registro fissa di 200 euro;
  • l’imposta ipotecaria fissa di 200 euro;
  • l’imposta catastale fissa di 200 euro.

SPESE NOTARILI E MUTUO

Tutte queste imposte vanno corrisposte al notaio e costituiscono le spese notarili. Accanto alle tasse sopra descritte, andranno dunque aggiunti il costo di accensione del mutuo e la parcella notarile.
Qualora l’acquirente richieda un prestito, infatti, è chiamato a corrispondere al notaio spese di istruttoria e perizia, oltre che la quota per l’atto di mutuo, ossia il documento che esso redige e che conferisce valore legale al finanziamento. Tale atto prevede un costo oscillatorio tra 1.200-3.500 euro.
Esclusi tasse e costi relativi ad un eventuale mutuo, resta il compenso che guadagna il professionista, ossia la parcella notarile che si aggira tra 1.500-3.500 euro (+ Iva al 22%).

AGENZIA IMMOBILIARE (opzionale)

Se l’acquirente si è affidato ad un’agenzia immobiliare per l’acquisto della seconda casa, allora è da mettere in preventivo anche il compenso per il lavoro svolto da questi professionisti. In questo caso, la provvigione è circa il 3% sul valore dell’immobile.

COSTI MANTENIMENTO SECONDA CASA

Infine, ci sono da considerare tutti i costi per la gestione della seconda casa, dove rilevanti sono di nuovo le tassazioni, in questo caso: Imu (Imposta municipale propria), Tasi (Tassa sui servizi indivisibili del Comune) e Tari (Tassa sui rifiuti).


Termina qui l’approfondimento sull’imposta di registro seconda casa, la tassazione da applicare a tutte quelle spese che si effettuano quando si acquista un altro immobile oltre all’abitazione principale.
Molto spesso l’acquisto di una seconda casa coincide con un progetto per il futuro. Infatti, sono tante le persone che provvedono ad accaparrarsi un immobile a buon prezzo sul mercato, investendo del denaro oggi per salvaguardare il domani dei propri figli. Nonostante non sia il migliore dei periodi per il portafoglio, sicuramente positivo è però l’aspetto che riguarda il mercato degli immobili di oggi che, con una buona ricercamagari mediata da un agente immobiliare, può tirare fuori case o appartamenti a prezzi interessanti.
E lo stesso vale per chi decide di comperare una seconda casa dove trascorrere le vacanze. Nel nostro Paese è pieno di case nei pressi di piccoli comuni che abbelliscono i confini delle grandi città. Case dove poter passare del tempo tutto per sé e per staccare un po’ dalla monotonia, rappresentano senz’altro un investimento per il proprio benessere.

E su quest’ultima considerazione sulle tasse seconda casa, noi di simulatorimutuo vi salutiamo qui invitando i nostri lettori a lasciare un commento sotto all’articolo per dubbi o curiosità oppure, eventualmente, a contattarci al nostro indirizzo email per questioni più specifiche. A presto!

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